Cellulite

Endocrinologia della cellulite

La prima cosa che una donna mette in atto nel tentativo di combattere la cellulite e’ intraprendere una dieta ipocalorica seguendo l’idea che perdendo peso la cellulite vada via.

Molto spesso cio’ non basta e, in alcuni casi, si ottiene una perdita di peso nelle zone non interessate dalla cellulite con peggioramento dell’aspetto complessivo della figura per aumento della differenza tra le regioni superiori ed inferiori del corpo.Questo perche’, se e’ vero che esiste una relazione diretta tra il modo di alimentarsi e la cellulite nei vari stadi, questa relazione e’ alquanto complessa ed articolata e riguarda non solo l’eccesso di calorie assunte nella giornata, ma la distribuzione nella giornata di tali calorie, il rapporto tra i microelementi (vitamine, sali minerali,fibre, enzimi etc), la qualita’ degli elementi, la quantita’ di liquidi assunti e la ricaduta in errori alimentari nell’alterazione dell’equilibrio tra nutrizione e funzione ormonale.

Non solo. Il riferimento del peso e il rapporto con la bilancia, unico metodo di valutazione soggettiva che una donna ha a disposizione oltre lo specchio, e’ un riferimento che da solo non basta a definire il problema.

Spesso la presenza di cellulite non e’ relazionabile all’aumento di peso inteso nel senso classico del termine quanto alla variazione del rapporto tra massa magra e massa grassa a favore di quest’ultima (misurabile con esame impedenziometrico, DXA); questo spiega come mai molte donne con cellulite hanno un BMI (rapporto peso-altezza) nella norma : non devono infatti perdere peso ma devono perdere il grasso in eccesso.

E’ l’aumento del grasso che va combattuto. E dove va a localizzarsi in una donna il grasso in eccesso?

Proprio nelle regioni interessate dalla celulite.
Perdere peso e’ una cosa, tutt’altra cosa e’ perdere grasso.
Perdere grasso significa ottenere miglioramenti estetici notevoli anche se la riduzione di peso e’ minima, perche’ il grasso ha un peso specifico inferiore al muscolo ma occupa piu’ spazio.Perdendo soprattutto grasso, il peso complessivo scende lentamente ma si migliora a vista d’occhio, ottenendo in tempi anche brevi risultati estetici eccezionali, che riguardano la riduzione della cellulite ed un rimodellamento corporeo ottimale.

Un attento studio dell’assetto ormonale e’ dunque fondamentale per un corretto inquadramento diagnostico della cellulite. Infatti gli alimenti ingeriti con l’alimentazione provocano nell’organismo risposte ormonali e metaboliche che concorrono alla formazione degli accumuli adiposi e della cellulite stessa.

E’ necessario valutare la funzionalita’ della tiroide, attraverso il dosaggio degli ormoni tiroidei, che puo’ risultare ridotta a causa di infiammazione cronica della ghiandola (spesso misconosciuta), di stress o di ridotto apporto iodico, con conseguente ridotta produzione ormonale.
Tale condizione di ipotiroidismo induce una riduzione del metabolismo, in modo particolare dei lipidi, in quanto gli ormoni tiroidei sono coinvolti con l’utilizzo degli alimenti a scopo energetico e stimolano la lipolisi nel tessuto adiposo.

E’ fondamentale inoltre valutare i valori glicemici e l’attivita’ dell’insulina secreta dal pancreas, che viene fisiologicamente prodotta dopo ingestione di zuccheri o carboidrati (pane, pasta, riso, patate). L’insulina ha una azione lipogenetica potentissima, mettendo quindi “da parte” nelle cellule adipose gli zuccheri e i carboidrati in eccesso derivanti dall’alimentazione.
In molti pazienti l’insulina viene prodotta in quantita’ elevata configurando un quadro ormonale detto iperinsulinismo e causato da una resistenza degli organi bersaglio di tale ormone, instaurando un circolo vizioso indotto dai carboidrati nel quale la tendenza ad ingrassare e’ ulteriormente amplificata.
Questi pazienti beneficiano in modo particolare della alimentazione proteica, attraverso la quale mantengono stabilmente bassi i valori dell’insulina. Il pancreas produce anche un ormone detto glucagone, che ha effetti opposti all’insulina e stimola l’utilizzazione del grasso dai depositi.

Tale ormone e’ secreto in seguito all’assunzione di un pasto proteico e contrasta gli effetti negativi dell’insulina, inducendo un miglioramento della cellulite. Bisogna ricordare l’azione dell’ormone della crescita ((growth hormone o gh), prodotto dall’ipofisi, che controlla l’accrescimento corporeo fino all’eta’ adulta ma che anche successivamente svolge un ruolo determinante nella regolazione della sintesi proteica e nell’utilizzazione del glucosio. E’ definito un ormone della “ contro-regolazione” (insieme al glucagone, al cortisolo e alle catecolamine), meccanismo che si contrappone all’effetto dell’insulina mantenendo adeguati i livelli ematici circolanti di glucosio. In caso di dieta proteica tale ormone e’ stimolato con conseguente aumento della sinetsi proteica e facilitazione della sostituzione di massa grassa con massa magra.

La distribuzione del grasso corporeo e la cellulite sono infine strettamente connessi alla produzione ormonale dell’ovaio, in modo particolare di estrogeni, che possono subire grandi variazioni legate a patologie dell’ovaio o alla fisiologica riduzione legata alla menopausa, influenzando cosi’ il metabolismo del tessuto adiposo, che oggi sappiamo essere estremamente sensibile all’ambiente ormonale nel quale e’ immerso.

Gli estrogeni influenzano il deposito sottocutaneo di grasso secondo una distribuzione tipicamente femminile (fianchi, cosce, regione trocanterica) e la composizione corporea delle donne nelle quali la porzione muscolare e’ meno rappresentata.
Il progesterone, presente nella seconda parte del ciclo mestruale o assunto in caso di terapie estro-progestiniche, inducendo riassorbimento di sodio e acqua e causando un ulteriore accumulo di liquidi, puo’ essere un ulteriore fattore ormonale che favorisce lo stato edematoso tipico della cellulite ed il senso di gonfiore spesso lamentato dalle pazienti.

DietTube® è un marchio registrato internazionale ed è Patent Pending USA | Norme di utilizzo del sito di Diet Tube